Ipotesi di dialoghi.

 

 

Lorenzo ordina a Max di pulire per terra sino alla lite ed il tiro alla fune.

 

(M=Max, L=Lorenzo)

 

L

Lascia stare quel maledetto gatto. Non esiste, non esiste…

Se mettessi la stessa ostinazione nell’assolvere alle tue competenze di marinaio, io non mi troverei costretto a sollecitarti in ogni momento. Ti ricordo che potremmo partire da un istante all’altro, anzi, non passerà molto tempo, vedrai che…

 

M

Vedrai cosa? Sono anni che “non passerà molto tempo…”. E sono stanco di ingrassare meccanismi, riempire serbatoi, lustrare pavimenti, controllare circuiti!

Questa fottuta nave sarà la nostra bara…

 

L

Non provarti a dire queste cose!

Questa nave ti riporterà a casa, in Ucraina, è solo una questione di tempo e… pazienza e impegno e senso del dovere e voglia di lavorare: il comandante Lobanov…

 

M

Mic mic mic mic (chiama il gatto)…

 

L

Il comandante Lobanov dice che il tuo gatto non è mai salito sulla nave

 

M

Il comandante Lobanov? Non vedo il comandante Lobanov da…

 

L

Un buon marinaio non getta fango sul suo comandante. Attenzione! Un buon marinaio non cerca un gatto che non esiste! Un buon marinaio si mette al lavoro e…

 

M

Dammi lo straccio e chiudi quella boccaccia, riesci a renderti insopportabile ed antipatico quando fai la parte del… “buon marinaio”. Allora dov’è che s’inizia oggi?

Ieri il ponte, ieri l’altro la cabina dei comandi, e poi i vetri il mercoledì, coperta giovedì, sottocoperta venerdì, il sabato e la domenica all’ingrasso delle macchine giù alla sala…

Insomma… quando trovo il mio gatto, mic, mic, mic…

 

L

(porgendogli lo straccio)

Lo butto ai pesci il tuo gatto!

 

M

(prendendo lo straccio)

Non ci sono mica pescecani in questo disgraziatissimo porto! Il mio gatto tornerebbe a bordo, è furbo il mio gatto, non lo freghi mica…

 

L

In ginocchio! E basta gatti!

 

M

(prendendolo in giro)

Agli ordini comandante, ah ah ah ah!

 

L

La salsedine mangia il legno delle finiture, devi andarci con decisione, proprio nelle intercapedini, usa lo scalpellino e scrosta, scrosta. Insomma, vuoi eseguire?

 

M

(si mette in ginocchio)

Miao! Comandante! Ah ah ah…

 

L

Il giorno della partenza tutto dovrà essere pronto, il comandante Lobanov passerà in rassegna… giù al molo tutti i napoletani ci saluteranno “arrivederci, arrivederci…” e suonerà la sirena dal megafono… e la nave imboccherà la via… e presto saremo a largo del porto diretti verso… l’Ucraina!

 

M

Marciremo qui tra i tuoi stracci, la salsedine, i secchi, gli attrezzi, il grasso degli ingranaggi: i napoletani ci ridono addosso e se non fosse  per il fatto che ci danno da mangiare…

Lo diceva Senenko, lui sì che ci sapeva fare sulla nave, se ci fosse ancora lui, Senenko, non saremmo qui a strusciare per terra. Ti ricordi quando lui ci diceva che…

 

L

Senenko è morto, Senenko è morto! E il gatto non esiste! Ed è ora che faccia bene il tuo lavoro, guarda lasci macchie dappertutto…

 

M

Sì, sì… hai sempre ragione tu. Ma io non dimentico quello che disse Senenko!

 

L

Come devo dirti che se non metti forza sulle braccia, restano le macchie! E poi fai cerchi più grandi con lo straccio… non vedi che sposti sporcizia da una parte all’altra piuttosto che catturarla nello straccio? E quando trovi attrito, ecco, sei di fronte ad un’incrostazione di salsedine, devi usare lo scalpello, il coltello, l’unghia se necessario.

Fermo!

 

M

Che c’è ancora?

 

L

Croste

 

M

Croste? Dove?

 

 

L

A destra del tuo straccio. Ad ore 15, vicino al boccaporto. No… più su… diciamo ore 14. Ecco lì, la vedi?

 

M

Non la vedo ma fa lo stesso: a destra… ore 14… ecco qui… in ginocchio… cerchi larghi con lo straccio per… catturare meglio e… l’unghia se necessario…

Non andremo mai via di qui, Senenko diceva che…

 

L

Fermo! Più a destra, ecco lì!

 

M

Senenko diceva che i napoletani…

 

L

Vuoi stare attento! Più su, più su…

 

M

Diceva che non fanno niente per niente, diceva che volevano tenerci qui e per questo ci danno da mangiare i napoletani, lui invece, lui sì che…

 

 

 

L

Il boccaporto, attento! Quando sei lì devi rallentare, abbassare il ritmo di…pulitura, il moto si fa morbido, perpetuo e uniforme…

 

M

(si arrabbia. Si alza e va verso il compagno)

Con Senenko non osavi permetterti! Con me invece…

Sono stufo dei tuoi… boccaporti! Da oggi decido io dove pulire con gli stracci!

 

(scena dello straccio in testa)

 

L

Ma… ma…

Cosa pensi che io non sia capace di… oppure credi che mi approfitti di te? Io non ti permetto di pensare una cosa del genere e poi Senenko…

 

(Lorenzo prende lo straccio e fa per pulire)

 

M

Avevi una gran fifa di Senenko, era lui che aveva in mano… gli stracci

 

(scena del lancio degli stracci sino al tiro alla fune)

 

 

Il tiro alla fune

 

L

Devi smetterla con Senenko

 

M

Ed allora devi credere al mio gatto

 

L

Mai!

 

M

Che Senenko sia il tuo… fantasma  notturno ah ah ah ah

 

L

Non ho avuto mai paura, io. Non ho paura di nessuno io, lo sa bene il comandante Lobanov

 

M

Verrà di notte, Senenko e ti tirerà i piedi e non potrai scacciarlo… non abbiamo luce in questa fottutissima nave… non abbiamo carburante per i generatori… non abbiamo lampadine ai corridoi… non abbiamo….

 

L

Chiudi la bocca, potrebbero sentirti

 

M

Non mi vergogno di dire che di notte conto i passi per andare al cesso, che d’inverno crepo dal freddo, che lavo i denti con l’acqua salata che…

 

L

Con Senenko non sarebbe stato diverso

 

M

Non lo potevi vedere perché era lui a comandarti

 

L

Io prendo ordini solo da Lobanov

 

 

M

Lobanov è…

 

L

Silenzio, potrebbero sentirti

 

M

Ma chi vuoi che mi senta in questo deserto attraccato in questo maledettissimo porto…

 

L

Smetti di urlare, smetti di tirare, lasciala la fune, piantala con i gatti, con Senenko, il suo forziere…

 

(Max lascia la corda. Capitombolo di Lorenzo)

 

 

 

In Proscenio: “io stanotte vado via”

 

(Max è in proscenio. Lorenzo si alza e va verso di lui)

 

L

Dove vai?  Fermo!

 

M

Mi hai stancato, questa nave mi ha stancato… io penso che si debba fare quello che diceva Senenko

 

L

Senenko è morto. Ora noi siamo qui e dobbiamo tenerci pronti per la partenza

 

M

Io vado a prenderlo questa sera, subito, io vado giù!

 

L

Sì come ieri sera… dai lascia perdere, non vedi che s’è fatto tardi, è quasi buio e poi bisogna contare i passi per…

 

M

Ho detto che vado!

 

L

Sì ho capito, hai detto che vai come dice tutte le sere, come dici da quel dannato 1995… sono 8 anni che dici di andare giù!

 

M

Questa sera è diverso!

 

(Max tenta di aprire il portellone con grande sforzo)

 

L

Lascia stare, non agitarti così, non fare di questi sforzi, il tuo amico Senenko ci ha rimesso le penne, ricordi? Voi e quella maledetta cassa, oh, scusa! com’è che la chiamate… forziere

 

M

Devo portarlo su a tutti i costi, Senenko… prima di morire… Senenko…

 

L

Lascia in pace i morti. Andiamo in cabina, dai. E’ giù scuro, dobbiamo contare i passi. Insomma cos’hai stasera? Vuoi calmarti o no?

 

M

Voglio portarlo su.

 

 

L

Ed io ti dico che è meglio se ce la spassiamo un po’, amico. Che ne dici? Vodka? Vermut? Vino? Proprio oggi napoletani ci hanno fatto il “pieno”. Dai, amico… vieni che ci divertiamo… anche Senenko da lassù…

 

 

Si ubriacano sino alla decisione di andare a prendere il forziere

 

(Seduti sui secchi, devono vodka)

 

L

E’ di quella buona, di quella che… al diavolo la malinconia

 

M

Dai qui… che vada a farsi sfottere la malinconia… sì… metti carburante, fai il pieno, amico, non risparmiarti, voglio bere così tanto questa sera da… non riuscire a contare i passi per andare a letto, ah ah ah…

 

L

E’ così che voglio vederti, questo è lo spirito dell’Ucraina che conosco, salute!

 

M

Quando saremo a casa….

 

L

Quando saremo a casa dovranno serrarci le braghe se non vorranno le case piene di neonati

 

M

Io voglio la moglie del guardiano… te la ricordi? Un metro e ottanta di carne sprecata nelle mani di quel vecchio del marito… il cornuto del guardiano che…

 

L

Diamine se non mi ricordo, fratello. E’ tua, ne hai la precedenza, affare fatto, qua la mano

 

M

Voglio succhiargli le mammelle

 

L

Vada per “l’aspirazione”

 

M

E voglio sbatterla in tutti i modi

 

L

Sbattimento accettato. In ogni maniera. Anche le più acrobatiche.

 

M

E tu darai da bere al marito e lo terrai lontano.

 

L

Sì… ma dovrai passarmi il boccone, prima o poi.

 

M

Senza fretta, fratello

 

L

E’ che spesso non lo tengo tra le gambe, scalpita come cavallo imbizzarrito, ah ah ah…

 

M

Metti da bere che ho sete

 

(batte il bicchiere sul secchio per sbaglio, ricorda della musica: il sirtaki)

 

 

L

Sai che mi ricorda? Ecco ascolta… facciamo della musica… su vieni… vieni a ballare

 

M

Gli succhierò tutto il latte

 

L

Io ci farò sopra capriole e salti mortali, ah ah ah…

 

M

Mmmmm, che mammellone!

 

L

Balla, balla…

 

(Ballano sino a che Max si siede e comincia a piangere)

 

 

Max piange. Lorenzo lo tira su sino a “uno, due, tre”… si entra nella stiva.

 

L

Cos’hai ora? Ho detto qualcosa che non andava? Sei arrabbiato per le mammelle? Non ti piace come ballo? Posso riprovarci sai? Devo aver bevuto un po’ troppo e… perdo l’equilibrio, maledetta wodka! Ma parla diamine, che succede?

 

M

Non andremo mai via di qui, siamo prigionieri di questa maledetta nave, Senenko lo diceva,  siamo qui ogni sera che sognamo di puttane, mammelle da succhiare, grandi feste ma…

 

L

Sognamo quello che tra non molto diverrà realtà.

 

M

Lascia perdere, vai pure a letto, io sto qui, verrò più tardi…

 

L

Dai che in due si conta meglio… sotto è già buio e con la wodka che abbiamo in corpo rischiamo di romperci la testa

 

M

Lasciami solo ho detto

 

L

Vuoi che ti accompagni a cercare il gatto?

 

 

M

Il gatto non esiste!

 

L

Ma non crederai mica  a quello che ti dico quando… mi piace scherzare sul tuo gatto, dico che non esiste per vederti arrabbiato e…

 

M

Non c’è nessun gatto, non c’è nessuna partenza, non c’è niente in questa vita di merda: siamo chiusi qui dentro da 8 benedettissimi anni, non facciamo che ingrassare e pulire e bere wodka e ballare ubriachi pensando alla moglie del guardiano, all’Ucraina, a…

Ma quant’è lontana la nostra casa!

Stiamo marcendo insieme alla nave nonostante ci ostiniamo a lustrarla, a ingrassarla, ad impedire che muoia.

Stiamo morendo tutti, non te ne accorgi?

E il tuo comandante, il tuo Lobanov… dov’è?

Siamo soli, capisci, soli tra questi quattro stracci che sono diventati la nostra vita, i nostri pensieri.

Siamo degli stracci. Non siamo niente più che stracci.

 

L

Ma cosa vai dicendo…

Ci risiamo. Ti metti a piangere, arriva la malinconia, (ironico) aiutooo, incendio a bordo… abbandoniamo la naveee, scialuppe in mareee!

Dai, fratello, sta su. Spezzatino con le patate tuffato in un’apoteosi di paprika?

 

M

Lascia stare, vai a letto

 

L

Poker? Chi perde va nudo sul ponte e mostra la patta ai napoletani sul molo!

 

M

Ti faranno la pelle un giorno o l’altro i napoletani…

 

L

Ed allora… a chi centra il secchio da su all’albero maestro: hai… cacca pronta per il tiro a segno?

 

M

Hai sempre perso

 

L

E’ tutto il giorno che mi alleno sai? E’ per questo che… non senti una certa puzza in giro? Ah ah ah…

 

M

Lascia stare, non è aria questa sera.

 

L

Eh sì… vedo che oggi è dura se neanche il tiro a segno ti convince. Vediamo un po’. (ironico) Considerata l’eccezionale gravità di quest’attacco di malinconia… nella stiva!

 

M

Nella stiva?

 

L

Sì, eccezionalmente. A prendere il forziere per la pace tua e di Senenko! Nella stiva OK?

 

M

Andiamo, sì… Senenko avrebbe fatto salti di gioia… il forziere… finalmente…

 

L

Non più di mezz’ora… poi a nanna.

 

M

A nanna! E niente più malinconia!

 

L

Stai calmo ora. Stammi dietro e fai quello che ti dico.

 

 

Nella stiva

 

M

Meraviglia!

 

L

OK… ma non esageriamo.

 

M

Guarda lì

 

L

Dove?

 

M

Sono le anime dei morti… le tempeste, gli ammaraggi, Titanic, le petroliere che affondano a largo della Francia…

 

L

Calma, calma. D’accordo su tutto ma ora, sinceramente, su queste “anime dei morti”…

 

M

Ci guardano, non vedi? Marinai coraggiosi, ufficiali di fregata, passeggeri in luna di miele sul Mar Rosso, le baleniere giapponesi, il tizio alla fiocina pronto a… tutti morti… affondati… naufraghi… scaraventati sul fondo dell’oceano in pasto ai pesci… poveretti! Forse vogliono che noi li portiamo a galla… vogliono che li salviamo dai pescecani, dalle piovre che si aggirano qui sotto…

 

L

Sì… ma dai! Tutto sommato non mi sembrano così preoccupati. Guardano. Aspettano. Nient’altro.

 

M

Non hai mai capito niente della stiva!

L

Ma non era il fondo dell’oceano

 

M

E che cosa cambia?

 

L

Dai andiamo via, comincio a sentire freddo…

 

M

E il forziere?

 

L

Non c’è nessun forziere, l’idea di Senenko era la solita…

 

M

Guarda!

 

L

Cosa?

 

M

E lì, il forziere!

 

L

(ironico) Sì… nella stiva del Titanic affondato, tra le reti del galeone dei pirati, nel ventre della balena…

 

M

Smettila… ed aiutami a portarlo su.

 

L

A patto che si va via da qui. E’ freddo. (ironico) Saranno tutte queste anime di morti…

 

 

Il forziere è al centro della scena chiuso. Bisogna aprirlo.

 

L

Sarà meglio chiudere la stiva. Ieri sera l’hai lasciata aperta, veniva un puzzo da lì sotto…

 

M

Dovremo rimetterci il forziere

 

L

Ah, il forziere… Chissà quale tesoro conterrà stasera! Scommetto: (ironico) gioielli della regina. Pietre preziose, pepite d’oro, monete romane…

 

M

Non hai che da aprirlo

 

 

L

Questa è buona. Mi trascini nella stiva, al freddo dei tuoi “morti”, tiriamo su il forziere di Senenko ed ora… io dovrei aprirlo. E tu che ci stai a fare? Non sei tu quello che vuole salpare a tutti i costi quello temerario che è stanco dei napoletani e le loro pizze per cena, e allora? Martello, scalpello, un colpo secco sul lucchetto e…

 

M

Sei tu l’esperto, il macchinista, l’idraulico, elettricista, falegname, tu sai sempre tutto, tieni tutto in ordine, gli attrezzi, le corde, gli stracci… Forza apri!

 

L

Mi hai stancato, vado a letto

 

M

No! Torna la malinconia, mi metto a bere vodka, mi vengono i brutti pensieri, Senenko, i napoletani e le pizze, il comandante Lobanov e… magari mi butto giù in pasto ai pesci, mi…

 

L

Non prendermi in giro sai, siamo al porto, non ci sono pescecani!

 

M

Apri il forziere, amico mio.

 

L

Passiamo alle lusinghe

 

M

Se apri poi si va a letto

 

L

Parola di marinaio?

 

M

Parola!

 

(L apre il forziere. M si gira per scappare ed infila per errore un piede nel secchio per questo procede con un andatura zoppa)

 

 

Il forziere aperto: clownerie sino all’omicidio del clown

 

M

Non vedo terra all’orizzonte, ed il cielo non promette nulla di buono: vedo nubi arrivare da ponente. (gridando) Nostromo! Nostromo! Si tracci una nuova rotta per non restare impantanati nella burrasca che verrà. Nostromo!

 

(L prende un cappotto lungo da marinaio e glielo porge servile)

 

L

Metta questo comandante Acab, non vorrà prendere freddo e tenga su il cappello, copra il collo, quest’aria non promette niente bene.

 

M

Laggiù, laggiù vedo la tempesta, l’occhio del ciclone, guarda come volano i gabbiani e guarda il mare, guarda che colore. Ma… avete avvisato l’equipaggio dell’uragano imminente… Forza che aspetti, portami…

 

L

(porta la trombetta, lui ha il fischietto e suonano) Ecco comandante, suoni, suoni pure all’equipaggio

 

M

(gridando) Ehi, voi dell’equipaggio, tutti ai posti controllo, burrasca in arrivo (segue gergo marinaresco nella tempesta…)

E tu… portami… portami… portami un po’ quello che vuoi!

 

L

Presto fatto comandante

 

(L porta oggetti e recitazione a soggetto fino alla pistola. M spara in alto e L cade come colpito a morte)

 

 

La morte del clown

 

(A terra. M tiene il capo di L morente)

 

M

Vedrai, vedrai che non è nulla… non preoccuparti ce la farai… respira, non chiudere gli occhi, non addormentarti, il medico sarà qui a momenti, è il cuore che a volte fa questi scherzetti ma… siamo in Italia, ci sono buone medicine per il cuore, non buttarti giù, abbi fede, abbi fede… Senenko. Guarda… c’è anche il tuo gatto qui con noi, non farci brutti scherzi… su dai… respira. Abbiamo bisogno di te sulla nave, dobbiamo tenere tutto a posto per la partenza… perché siamo prossimi alla partenza, lo dice il comandante Lobanov… e i napoletani… dicono che non porteranno più pizze a bordo, siamo in partenza, Senenko, torniamo in Ucraina, ci aspettano tutti lì, questa brutta avventura è finita…

Senenko!

Senenko!

 

 

La festa e la partenza

 

(L è a terra come morto. M lo scuote. L si alza)

 

M

Dai… alzati, è tardi… abbiamo fatto tardi questa sera e poi… bè ci siamo andati troppo dentro. Non mi va di spingermi così a fondo, non si scherza con queste cose io, io…

 

L

Fai tutto tu: prima vuoi il forziere, la stiva, i morti… poi la tempesta e… finiamo sempre con Senenko

 

 

M

Lui non ci ha mai lasciati soli, lui non ha mai abbandonato la nave perché è un vero marinaio

 

L

Come noi

 

M

Come noi

 

L

Passami le cose che le ripongo nel forziere.

 

(Dal forziere una sveglia che suona)

 

M

Era deciso per questa sera e l’abbiamo dimenticato!

 

L

Ma… è così tardi: dovremo contare i passi per tornare in cuccetta

 

 

M

E’ l’appuntamento degli appuntamenti… è la grande sera, il Gran gala di Odessa, tavoli apparecchiati, argenterie, cristalli, grande pompa sulla nave, champagne francese, caviale norvegese e valzer, valzer, valzer…

 

L

Sono stanco

 

 

M

Non puoi lasciare soli gli invitati: c’è…l’ Alta Società tra poco sulla nave!

 

L

E’ l’ultima cosa che faccio

 

M

Ecco, bene! Tavoli apparecchiati! Gran lusso. Valzer!

 

(Dal forziere: L con i tacchi e la parrucca bionda. M con la giacca ed il papillon. Ballano sino allo sfinimento)

 

L

Sarai contento ora?

 

M

C’erano tutti ed il servizio era impeccabile

 

L

Hai ragione non è mai stato così, ha funzionato tutto a meraviglia: una vera festa d’addio, un saluto ai napoletani ed a questo porto che per otto lunghi anni…

 

M

Sì, va bene ma ora vieni dentro… è tardi, dobbiamo contare i passi per arrivare alle cuccette…

 

L

Il tuo gatto… l’ho visto passare!

 

M

Ehi… per questa sera basta… ti aspetto giù.

 

L

No… non andare… questa volta…. questa volta…

 

 

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