laboratorio "città
infernali"
Lo
spazio preesiste alla vita. Sino a non molto tempo fa gli uomini costruivano
luoghi come campi per le attività umane: costruivano spazi per costituire vite.
Il senso dei luoghi non esprimeva un significante ma veniva via via significato
dall’opera umana.
La città odierna rovescia la situazione ed essa
stessa si presenta come significante dispotico dello spazio umano: sono le città
stesse a costruirci/costituirci nostro malgrado e i nostri corpi pagano ciò che
non dovrebbero pagare, lasciano scegliere ad altri ciò che invece dovrebbero
essere loro a scegliere.
Gli
spazi per la vita diventano così spazi per il lavoro. Lavoro che tende a
diventare un luogo totale perché
tutti i comportamenti umani siano sostituiti, omologati, organizzati intorno alla prevedibile
vita del cittadino.
Tutto
questo avviene con strumenti subdoli, armi non convenzionali, con meccanismi
orientati al controllo e alla disciplina. I non- luoghi producono realtà
artificiali a getto continuo, che tramite strumenti elettronici e bio-politici
istillano pseudomondi nella mente dei cittadini.
Il laboratorio si propone di entrare nel cuore di
questi meccanismi, viverli, coscientizzarli attraverso gli strumenti del teatro,
luogo primo di analisi, critica e risposta creativa e che si va ad opporre in
maniera immediata ed evidente agli “pseudomondi” delle nostre città
infernali.
Si tratterà di un percorso del partecipante al
laboratorio all’interno di un’ipotetica città post-moderna. Non c’è
finzione: ognuno di noi lo è. Fondamentale però è prenderne consapevolezza,
possibilità che solitamente ci è negata. Alla riflessione e all’azione dopo
il fare teatrale, la possibilità di incidere sulle nostre vite.
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