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INTERVISTA DI FIORELLA PAONE A FRANCO BERARDI BIFO
Fiorella:
L’uso di dispositivi di controllo che possiamo definire oggi elettronico
informatici trasformano orientativamente l’immaginario collettivo.
A quali effetti sociali porta tutto questo?
Bifo: Il concetto dei “dispositivi di controllo” è un concetto molto ampio; noi usiamo generalmente l’espressione dispositivi di controllo per intendere degli strumenti che registrano il nostro comportamento,come ad esempio la videosorveglianza, ma ad esempio i dispositivi di controllo sono anche di un altro genere, sono quelli di tipo intrusivo di tipo genetico, sono ad esempio quelle forme della tecnologia, della comunicazione, che in qualche modo entrano a far parte della nostra costituzione fisica-psichica-sociale.
La televisione, ad esempio, può essere certo lo strumento che ci guarda, ma soprattutto può essere lo strumento che modella la nostra interiorità, la nostra condizione il nostro modo di essere in quanto è guardata.
Il tutto avviene secondo un meccanismo che nessun sociologo ha descritto in modo puntuale.
Bisogna tener conto del fatto che esiste una nuova generazione che ha vissuto gran parte del suo tempo cosciente in rapporto con congegni tecnologici e che grazie agli stessi ha acquisito un certo tipo di linguaggio.
L’emancipazione della donna nel corso del XX secolo ed il proprio coinvolgimento nei meccanismi lavorativi moderni,ha fatto si che alla figura reale della madre,sempre meno presente nell’ambito familiare, si sostituissero delle entità tecnologiche, delle macchine di comunicazione virtuale, funzionanti come veri e propri sostitutivi.
Io tutto questo non lo vedo come uno scandalo.E’ certo una mutazione, una mutazione della quale per il momento sappiamo molto poco e con la quale sicuramente faremo i conti in futuro.
F:
La linea di demarcazione che una volta si poteva individuare tra interno ed
esterno tra naturale ed artificiale sta scomparendo con il trascorrere del
tempo.
In questa graduale fusione si può tuttavia intravedere una via di fuga da determinati strumenti di controllo?
B: Quando diciamo che i dispositivi tecnologici sono diventati sempre piu interni alla dimensione biologica, biopolitica, biosociale, intendiamo ad esempio che l’esposizione al flusso informativo televisivo determina dei mutamenti della condizione umana;C’è da dire però che accade qualcosa anche nel rapporto tra la verbalizzazione ed emozionalità,ed anche questo è un mutamento della dimensione più intima dell’essere umano.
Poi passiamo alla fase culminante di questo processo che è quella che si sta sviluppando negli ultimi anni:le biotecnologie,millimetrica costruzione di congegni che vanno a modificare prima di tutto il corpo organico e poi le relazioni tra corpo e corpo.
Noi sappiamo che ciò determina un mutamento e per il momento possiamo intravedere le direzioni di questo mutamento. Manca però una teoria capace di descrivere in maniera convinta questo mutamento.
F:
In quali forme si sa esprimendo l’importanza della rete informatica nella
produzione di informazione libera e nell’accesso della produzione stessa?
B: Il modo in cui la rete ha contribuito alla produzione ed all’accesso di informazione è un modo totalmente rivoluzionario nel rapporto tra emittente e ricevente. Il dispositivo di rete ha messo in moto una proliferazione di punti di comunicazione. Possiamo affermare che nella storia di internet gli utenti sono produttori e viceversa. Gran parte del contenuto a cui noi possiamo avere accesso quando entriamo in rete è materiale prodotto da noi stessi o da coloro con cui noi entriamo in una comunicazione non gerarchica, non bisogna credere però che la forma tecnologica di un dispositivo garantisca la qualità della relazione che questo dispositivo rende possibile.
Abbiamo per anni favoleggiato la struttura non gerarchica di internet,ma ad esempio da alcuni dati di un anno fa scopriamo che l’ottanta percento degli utenti in rete si riversa su tredici siti.
Questo implica un drammatico restringimento della varietà delle fonti informative a cui ci rivolgiamo dovuto alla potenza dell’economia che riesce a bloccare questa ricchezza proliferante e riesce ad imporre, per mezzo di investimenti e pubblicità, un tipo di comunicazione non più interattiva ma indotta.
No bisogna dunque pensare che la reticolarità sia garantita dalla tecnologia.
(DA COMPLETARE LA TRASCRIZIONE)