Senza identità, uno di tremilioni senza che nessuno lo sappia, non c’è bancomat o carta di credito che abbia rilevato la tua presenza, sei un corpo in moto nella moltitudine che attraversa.

Roma, 15 febbraio 2003.

Tre milioni di corpi senza identità.

Tre milioni di corpi pronti a perdere gli organi, pronti al rifiuto della patente di uomo organizzato e nominato.

 

Il nuovo linguaggio del corpo:

-rifiuto di parlare le parole del Testo (“…che le parole smettano di far testo!”)

-rifiuto di andare in guerra e su strade già tracciate (“…cerco la Parola che sta prima delle parole”)

-rifiuto dell’Impero che è il Logo, Dio, la regia teatrale, il teatro ed i mercanti dell’arte, l’alcol ed il   

 fumo.

-rifiuto della militanza nel sedicente “Contro-impero” che altro non è che l’Impero al contrario

-pratica del “corpoinmoto”, il Movimento dei movimenti, disobbedienza quotidiana, l’Oceano

 Pacifico

 

Il corpo è l’unico luogo ove valga la pena sconfiggere l’Impero perseverante.

La pratica del corpo è il Nuovo Linguaggio: l’organo è la regola da perdere.

 

Liberi, liberi, liberi tutti dal signor alfabeto!

3 milioni di corpi senza lettere e parole.

Un corpo in pace con se stesso è un corpo che grida la pace

Il 15 febbraio ho incontrato la pace e sono tornato vuoto abbastanza.

Ora non esisto per come mi vogliono: io non ci sono, sono morto definitivamente. Il funerale.

Io non mi chiamo più.

Io non sono.

Semplicemente.

 

A quest’uomo che non è

A questo nome e cognome restituito all’ufficio anagrafe

A questo corpo risultante che ha perso tutto e non si rattrista

A questo semplice incidente di percorso imperiale: ictus cerebri dell’organizzazione

A questo io dico: non ti riconosco!

Io non mi chiamo più.

Io non sono.

Semplicemente.

 

Io sono “tremilioni” e voi invece?

Nel mio corpo hanno marciato 3 milioni di corpi e voi non ne avete dato neanche immagine televisiva!

Io sono “tremilioni” e voi non contate nulla che non sia più di un Impero.

Io ho offerto il mio corpo alla moltitudine perché lo attraversasse, voi non avete fatto altro che violare, organizzare, imporre, regolare, legiferare, decretare, uccidere con “La Legge è uguale per tutti” eppure non siete riusciti ad attraversarmi del tutto, non vi ho fatto entrare, voi che non siete “tremilioni”.

E potrei dire di più: 622 sono le città-corpo attraversate, 110 milioni sono i corpi-corpo attraversati nell’intero pianeta-corpo sul quale non sembra ormai che voi troviate più posto se non bombardando qui e là per fare spazio alle vostre strutture ingombranti e fastidiose che chiamerei “organi di stato”.

Che vadano a fanculo i vostri “organi di stato”, i nostri corpi sono stanchi d’essere attraversati ed invasi da loro: noi vomitiamo i vostri organi sui vostri stessi piedi e rinunciamo alle opportunità che il vostro Impero svende al mercato.

Anzi, facciamo di più.

Smettiamo di essere la vostra economia, smettiamo di esser merce, cartamoneta, oro tra le vostre mani insanguinate e salutiamo definitivamente la nostra autonomia di corpi dis-organizzati in movimento, di corpi attraversati da “tremilioni” o addirittura 110 se guardiamo all’intero pianeta-corpo!

 

Questa è un’occasione da non perdere, non si è “tremilioni” tutti i giorni, non si è sempre corpo attraversato anziché invaso!

…e non ne avete neanche notiziato l’ignara società di invas-ati, corpi inconsapevoli dell’attraversamento, buoni pazienti che assumono in orario la terapia senza sputarla nel cesso, insignificanti economie di se stessi, quiz-dipendenti e totomaniaci in attesa della Vincita, ballerine coi lustrini sulle gote e le piume sul culetto.

Poveri ignoranti!

Mentre venivo attraversato da tre milioni, loro specchiavano se stessi sui pollici televisivi facendo zapping della loro piccola vita, acclamando all’immagine riflessa in video, rallegrando per l’essersi riconosciuti, auspicando la celebrità, l’avanspettacolo, il pulsante per prenotare la risposta: “Lui, quella foto… sono io!” e poi l’applauso, sempre lui, a se stesso, in piena solitudine.

Questi poveri videodipendenti distratti dal loro volto in onda mentre io venivo attraversato da “tremilioni”.

Il mio corpo ingigantito non stava nello schermo.

Lo schermo circondato ed assediato dai 3 milioni di corpi in marcia.

Lui che vuole sempre dare immagine di sé, ora oscurato dai fatti e accantonato, spento, messo all’angolo.

Povero schermo!

Questo succede a chi vuole passare per sordo e cieco di fronte alla moltitudine in marcia.

Ed il corpo che ora io rappresento è infinitamente soddisfatto.

Roma. 15 Febbraio 2003. Tre milioni di corpi-in-moto.