Jesus

                                                                     LORENZO MARVELLI

 

 

Prologo in forma di preghiera per gli attori e chi li guarda.

 

(Entrano dei giovani che sistemano con cura oggetti sulla scena.

Hanno abiti bianchi e lunghi con una croce rossa sul petto.

Durante l’azione, alla maniera di un coro tragico, invocano la preghiera intervallando alle parole suoni di piccole campane ed inchiodando il Cristo in croce.)

 

Preghiera

Agli attori noi diciamo: rivolgetevi al sommo Padre con rispetto, dimenticate il tono a confidenza.

Non sia volgare il turpiloquio e per questo sia sussurro la parola, spostata nell’accento, mutata nel significato.

Abbiate il fine di non dare scandalo, preferite i pochi alle sale tutte piene e ricordate di pulire i movimenti, copulate in eleganza, aggredite senza sangue.

Trovate voce in testa, in gola, in pancia, cambiate sempre ritmo e tono, risuoni il vostro corpo in ogni dove, sia strumento, materia in movimento.

Non risparmiate il sacrificio, la fatica estrema e addirittura vi diciamo: sia la quiete, anche, movimento!

Questo alla fine vi diciamo: dolore, dolore sino alla morte!

 

(Suonano le campanelle)

 

A chi guarda noi diciamo: non cadere nel tranello, non porre accento sulla lettura dei significati!

Nulla è qui blasfemo, stai tranquillo, il dogma è rispettato.

Attenzione gente... questo testo è mariano!

Poveri innocenti... questo è un inno alla Madonna!

Alla Madonna e non al Cristo, alla signora delle Madri, all’amore per il Figlio, al dramma d’esser donna in mezzo a tanti santi.

Cristo muore e torna al Padre suo e Lei, Madre addolorata, resta qui con tutti voi, poveri innocenti!

Questo vi vuol dire!

Rispettate allora l’intera impalcatura sempre ricordando: la forma del dolore in turpiloquio è rumore non volgarità!

 

(Suonano le campanelle)

 


 

Azione del Cristo e della Madonna

 

(In sottofondo brandelli di Bibbia anche in ebraico. Voci distorte. Musica. Rumore.

Cristo in croce urla e si contorce per il dolore che patisce.)

 

Cristo

Non sono capace, non ce la faccio.

Al limite DO.

DO, DO, DO!

DO per DO.

E non per la scala musicale.

DO come effetto della crucis, in nomine patris et fi-cus per crucem.

Ipse dixit!

Io no!

Jesus free dal pain! Pain al limite: in italiano non volo.

Tu vis, io no.

Assolutamente!

 

Preghiera al Padre

Padre, tu che mi hai dato la facoltà del declinare e del tradurre, tu che hai acceso il mio intelletto, tu che sei il Dio di ogni lingua, tu che scegli se si scende e se si sale, se si tronca e se s’accenta, tu che coniughi e declini fissando le radici,

Padre,

non abbandonare il figlio,

Padre,

traducilo presto a te,

Padre,

liberalo dal male d’esser uomo, d’esser lingua, d’esser parola.

Padre,

chiama a te la croce!

 

DO per do-nde anche se non c’entra locus, DO come un locus per svernare tra pallottole e colombe, bang-bang-cru-cru,

DO per pain al limite, oltre non vado, non pronuncio, svio, straduco, spronuncio.

DO per altro ma non per quello che voi volete: mai più uomo, mai più!

 

DO per do-mani, do-menica, do-rmire la domenica: do-po non adesso, than not now.

Do-po anche se non è questione di tempo, (ironico) tempus fugit padre mio.

Non ho tempo per il DO, non ho tempo la domenica, dopo sì, domani sì.

Forse.

DO!

 

Preghiera del figlio piangente

Ascoltami o Signore.Padre mio ascolta questo figlio,

il figlio stanco d’esser uomo, il figlio straniero in questo mondo,

il figlio senza tempra e senza polso,

il figlio snaturato e già sacrificato.

Leggi la rinuncia a quel che tu hai creato.

Ascoltaci o Signore.

 

(Un improvviso rumore riaccende la sofferenza ed il dolore. Cristo torna a contorcersi in croce ed ad urlare con forza.

Entra la Madonna con un bimbo in fasce e si ode un fastidioso pianto di neonato)  

 

Madonna

(In tedesco alcune lamentazioni. Poi d’improvviso cambia tono. Segue in italiano.)

Sai cosa?

Non funziona, non funziona!

(Lancia il neonato a terra)

E non toccarmi... non servirebbe a nulla: sei in croce stronzo d’un Cristo!

Vigliacco d’un figlio, potrei prenderti il cuore con queste mani e stringere sino a trarne l’ultimo sangue.

 

(Di nuovo dolce. In tedesco e poi in italiano al bimbo in fasce a terra)

Così potrai salvarti, figlio.

Vuoi che ti salvi, piccolo mio?

 

Cristo

No, madre mia, questo mai!

 

Madonna

(Dura e aggressiva al Cristo in croce)

Potrei stringertelo il cuore (gli indica il pene), afferrartelo e contorcerlo sino a trarne il succo.

Ma tu non hai cazzo, vero figlio?

(Stringendogli il pene)

Verme incapace di soffrire,  verme incapace di dolore, verme incapace d’essere uomo!

(Continua ad inveire in tedesco)

 

Cristo

DO per DOlor...

No!

No, non posso, madre, non dico, non ipse, nothings, niente, non parlo di DO, non puoi costringermi, merda gli uomini, non sono uno di loro, altri luoghi, via di qui, go aut, aut, fuori, niet, da mio padre, da lui il Dio, io Dio come lui, in lui e non in te, merda uomini, merda donne, merda mondo, go in the sky, coelum, sic ac simpliciter, così e basta, madre mia.

 

(Suonano il campanello)

 

Preghiera alla Madre

Madre mia, io ti prego e maledico con tutte le mie forze

perché mi partoristi al freddo dell’inverno,

perché da Dio mi facesti uomo condannandomi a patire.

Madre maledetta, Madre infame: guarda il risultato.

Per questo, non per altro, io ti lodo,  Madre mia.

Ti lodo e poi ti maledico, Madre mia.

 

(Suonano il campanello)

 

(Nuovo rumore. Cristo torna a gridare ed a contorcersi)

 

(La Madonna lo colpisce violentemente e ripetutamente. Inveisce e gli sputa addosso)

Dilla, benedetto figlio, dilla questa cazzo di parola: “dolore!”

Dolore capisci, dolore, capisci, doloreee!

Grida, ti prego, figlio mio, libera la rabbia, libera il coraggio.

Uomo, sii uomo finalmente, pronuncia il tuo “dolore”!

Uomo resta uomo, uomo come tutti, uomo che suda se lavora che piange e sanguina se ferito, uomo padre dei suoi figli, uomo sposo intento a cento cose quotidiane...

 (affranta a terra invocando Dio) Dio salvatore, dagli la parola, una e basta, poi... come tutti noi!

Hai timore del dolore, non pronunci la parola che è l’emblema d’ogni uomo.

Per questo io ti feci, figlio!

(aggressiva)

La mia dolorosa espulsione sortì un essere privo di coglioni, un mezzo uomo, un rifiuto della terra, un mezzo Dio, un putto capriccioso con il vizio del prodigio.

 

(Cristo di fronte alla madre piangente canta una canzoncina completamente fuori luogo)

 

Madonna

(Si rialza di scatto infastidita dal figlio e si allontana)

Non funziona, non funziona!

 

 

Cristo

DO da do.

Per la scala musicale: do-re-mi-fa-male, questo è quanto ma di più no!

Nothings!

Niet!

No anziché sì: si della scala musicale.

Sol-la-si.

Madre mia, no do, sole re, senza resto, re, questo è quanto: re, io re, io infinito, io santo, mai uomo.

Do-re, senza articolo maschile inframmezzato, quello va lasciato prima dell’Orso per l’ira apostrofante che ruba la vocale.

Do-re, senza articolo che muore alla scure dell’apostrofo: L’ per LO.

Prima d’Orso, LO Orso.

Poi fine, end, stop!

Pain , doleur.

Intraducibili all’orecchio umano, LO tra DO-RE per la gioia della puttana, madre mia puttana!

(Imprecazioni in tedesco)

 

Madonna

Ave o Maria... (in tedesco con in braccio il bimbo in fasce)

 

Cristo

Padre perdonala perché non sa che... perdona-LA

Perdona-LA, do-LA-re.

Dolare!

Come doleur, al suo posto, che assona e dissona ma non umano.

Potrebbe funzionare.

(Gridando e soffrendo) Dolareeeee!

Puttana di una madre, sei contenta?

Ecco tuo figlio, ecco l’uomo... è questo che volevi, allora io dico: ecce homo, troia!

(Si contorce soffrendo molto)

Non funziona, non funziona!

Madre, non funziona: è la parola che è perfetta e i suoi emissari non ammettono rivolte.

Parole fisse gridano gli emissari!

Sono così ottusamente ligi... anche di fronte al Figlio che muore sulla croce.

Esiste una tabella delle parole, precisa, servile al potere della lingua.

Dio vuole che si dica (in greco) a, b, c...

Non per tutti!

Non per tutti... altri invece a, b, c...

Altri ancora (in tedesco) a, b, c...

Gli uomini divisi per parole, dolenti e divisi.

Lui dice: divide et impera!

Io dico: in silenzio al cospetto del Figlio che muore nell’anno zero... ZE-RO, ZE-LO, zelo delle lance dei romani, o le mani di Pilato, PI-LA-TO, PI-LO-TA, pilota, Dio pilota dei destini, Dio pilota di parola, Dio che serve con il sangue.

Lui dice: tu figlio soffri per salvare, tu in croce, il sacrificio.

Io dico:in crocificio, in crocifisso!

L’Autorità ha deciso per parole di potere, PA-PO, POPE, PAPA, padre, Padre mio, perdonami.

Padre perché mi hai abbandonato!

Madre, perché mi hai partorito!

 

Madonna

(Si avvicina alla croce ed aiuta il figlio a liberarsi ed a scendere)

Una possibilità: va, miracola, moltiplica... (continua in tedesco cenni sul miracolo dei pani e dei pesci)

Va, figlio, miracola!

 

Cristo

( Raggiunge una bacinella piena di sangue, ne trae un pesce e lo mangia)

Tu dici: il Padre vuole che si mangi?

Io dico: (emette un rutto)

 

Madonna

(ridendo a crepapelle)

Mangia il pesce, mangia il pesce...

 

Cristo

Pesce di sangue, pesce di colla, colla di pesce... per i dolci, per il bene.

Per il bene di tutti miracola il figlio!

Mangia per tutti, il figlio!

Per tutti (ridendo)... tranne per i pesci, vero madre?

(Insieme ridono a squarciagola. Si litigano il pesce. Lottano come due bambini per un giocattolo)

I pesci rosso sangue, prigionieri in palle di cristallo.

Pesci sordi.

Pesci pazzi alle percosse delle nocche di bambini...

(Afferra il fagotto con neonato con violenza)

Bambini cattivi, niente pesce per voi!

Bambini viziati, per voi solo rosso, rosso sangue!

Per voi Erode rosso sangue, voi che moriste in vece mia per la gioia di tutti i pesci!

(Si sporca con il sangue. Affoga il bimbo nella bacinella. Ora è nei panni di Erode ed infuriato brandisce in aria una spada uccidendo)

Il Padre scrive sangue per il Figlio!

Dolore a tutti perché il Figlio non sa patire!Il Figlio è incapace di pronuncia.

Lui è muto al dolore.

Do-lore, do-lo-re (all’infinito, brandendo la spada)

 

(Entra la Madonna: è ora nei panni di una donna sexy ed accattivante. Ha un atteggiamento seduttivo. Il velo in testa è l’unico elemento mariano che le resta)

 

Madonna

Comprami, comprami e sbattimi dove vuoi, come vuoi... fallo Figlio, fallo perché io possa dirti: uomo.

Nutrimi di te... fino allo spasmo, fino allo sperma.

(in tedesco frasi sconce)

 

Cristo

(Cristo nei panni di Erode la possiede con violenza gridando in tedesco)

Bambino, madre, bambino, Madre...

 

Madonna

(Nei pressi della croce, La Madonna è ai piedi di Cristo)

Perdonami, liberami dal demonio, liberami dal desiderio di vederti uomo.

Figlio, amante, mezzo uomo, senza cazzo...

No, perdono, l’ho sentito, l’ho sentito: sei entrato, sei uscito... io ti ho partorito, ogni volta sento male...

Il tuo cazzo mi fa male...

Figlio mio, perdona tua madre che piange ai tuoi piedi!

 

Cristo

Non funziona, non funziona!

Intanto lava i piedi, puttana di una madre.

Lava!

(Lei prende la bacinella e gli lava i piedi con il sangue. Cristo urla di piacere, ha un orgasmo, poi esausto)

Madre così, proprio così...

Madre godo, vedi come godo?

Godo grazie a te, puttana di una madre, lava i piedi, lecca i piedi, lecca, madre succhiacazzi!

(Soddisfatto)

Donna, presto sarai con me al fianco del Padre se rinunci al dolore, se rinunci al patire parlando: le parole trasformano gli esseri in uomini, hai mai visto un Dio  parlare del suo male?

Dio non ha male!

Dio non urla il suo dolore!

Dio è muto!

Dio è prima delle parole e da lui, una umanità loquace, una umanità addolorata e piangente, dedita al lavoro e al sacrificio, una massa insanguinata che uccide, muore essa stessa e cammina, attraversa questa vita.

In lacrime, piangendo la propria umanità!

Uomo addolorato del proprio dolore di uomo!

Io sono un Dio muto, il Dio del rifiuto, il Dio del silenzio.

Aggrappato a questa croce, qui inchiodato, proclamo la mia divinità che è cosa diversa ch’ essere uomo.

Il Padre predilige i vigliacchi nell’umanità dei perdenti, tra la gente addolorata.

Lui carezza chi fugge, chi evita.

Madre mia, dimentica DO, al massimo DO-RE.

(Guardando il cielo)

Benedetto sia il vigliacco Figlio del Padre, Cristo Redentore, codardo Messia, potenza nel cielo per aver rinunciato alla terra, all’uomo...

Misantropo figlio di puttana!

 

Madonna

( Si alza bruscamente)

Ora mi vuoi a te, ora mi chiedi di seguirti, di lasciare la mia umanità in cambio del Figlio...

Sì perché questa puttana che ti è davanti rinuncia alla divinità, questa puttana ti è solo madre, solo madre!

Tu credi facile che una madre rinunci al dolore per il figlio, tu credi di poter chiedere tutto ad una madre?

Mi chiami puttana e lo sono stata per te: ti o venduto il corpo mio, mi hai comprata, mi hai sbattuta tre, quattro, cinque, dieci volte... mi ai riempito il ventre del tuo sperma, Figlio!

Ma questo non basta per proclamarti signore della mia anima, io che sono madre, io che ho possibilità di pronuncia, io che grido al mondo doloreeee!  (pronuncia la parla in diverse lingue me una pazza invasata)

Non capisci il prezzo che ho pagato. L’amore di una madre. L’amore per il figlio. Ti ho donatoquesto corpo. L’ho fatto. Hai, per questo corpo, avuto il piacere che cercavi poi hai poggiato esausto il capo sul mio ventre. In silenzio. Il piacere ancora dentro.

Non capisci il prezzo che...

Hai pensato che io...

L’ho fatto per te, l’ho fatto perché madre, perché tu non vada via per sempre, l’ ha fatto per amore del figlio, l’ho fatto per...

 

 

Cristo

Puttana, puttana di una madre!

Batti forte il chiodo sulla mano ma non aspettarti neanche una parola.

Io non uomo!

Senza cazzo, Madre mia, Cristo orso presto al Padre, io salvo ma non soffro!

Io Messia a lungo atteso, Dio che transita, attraversa senza DO.

Io che ho peccato scaglio la prima pietra e la seconda e la terza e... (fino allo sfinimento. La Madonna è a terra, lui in ginocchio rivolto al cielo)

Io sono senza peccato!

Per questo vado via...

 

(Sounano la campanella)

 

Preghiera al monte degli ulivi

Padre mio, Padre mio, non posso.

Non funziona!

E’ un difetto di pronuncia, non ci riesco: DO, DO e poi basta, DO e per questo ti ho tradito, DO e per questo ho preso soldi, DO e per questo pago con la vita.

( La Madre prepara il cappio e glielo infila al collo stringendo tanto da modificare il tono di voce del figlio)

Padre mio, io incapace di soffrire, io scelgo di morire e non soffrire...

Io non uomo, superuomo...

Io gioco ai dadi i miei trenta denari e poi vengo via da questa merda, da questo mondo.

Mon-DO, del DO e poi basta.

Pieno di peccati è l’uomo. Io non c’entro, io non vivo, io vado, io via.

(Suonano la campanella)

 

Madonna

Figlio, cosa fai?

 

Cristo

Scelgo di morire.

 

Madonna

Soffri, figlio mio, soffri...

 

Cristo

Non posso, non funziona: il Dio delle parole ha già deciso

 

Madonna

No, no aspetta!

(Prende del vino e del pane; li consacra a Dio formulando la preghiera in tedesco: nel nome del Padre...)

Bevi  questo vino consacrato ed il pane.

Tieni mangia il tuo corpo!

Mangiati, trasformati, digerisciti, defecati!

Uomo per una volta, uomo per la madre!

 

Cristo

Il corpo di Cristo

 

Madonna

Amen

 

Cristo

Il sangue di Cristo

 

Madonna

Amen

( Con violenza La madre infila il pane in bocca del figlio)

Mangia, figlio

(Iniziale soffocamento del figlio)

No, ti prego, non morire!

Resta uomo, no ti prego...

( Il figlio muore soffocato da sua madre che cade a terra disperandosi)